Il Silvomuseo è un’area di circa 100 ettari che circonda l’Abbazia di Vallombrosa. La sua particolarità risiede nel metodo di gestione: qui si applicano ancora le tecniche forestali tradizionali con l’obiettivo di conservare le tecniche storiche di cura dell’abetina.
La gestione segue un Piano redatto secondo i canoni della Scuola Forestale (1876-1970), aggiornato con le attuali conoscenze ecologiche.

Suddivisione: L’area è divisa in 70 particelle di dimensioni comprese tra 0,3 e 3,3 ettari.
Segnaletica: I confini tra le particelle sono tracciati direttamente sui fusti degli alberi con segni orizzontali gialli.
Struttura del bosco: Ogni particella ospita alberi della stessa età, derivanti da piantagioni del passato.
Al 2025, l’età delle piante varia da un minimo di 56 a un massimo di 196 anni.
Il turno – Ciclo di rinnovamento del bosco
Per garantire l’equilibrio tra produzione e conservazione, il Piano prevede un ciclo di 150 anni.
Diversamente dal passato, nel Silvomuseo si attendono 150 anni prima di intervenire sulle abetine. Questo periodo prolungato assicura che almeno un terzo della superficie sia sempre popolato da alberi secolari (tra i 100 e i 150 anni), fondamentali per la biodiversità e la bellezza del paesaggio. Al posto degli alberi tagliati vengono piantati nuovi abeti di 4-5 anni, nati da semi raccolti direttamente a Vallombrosa e allevati nel vivaio del Centro Nazionale Carabinieri Biodiversità. Ogni anno viene tagliata una superficie totale inferiore a un ettaro, suddivisa in più zone di taglio di superficier variabile fra 3000 e 6000 mq.

Protezione dalla Fauna Selvatica
La forte presenza di daini, caprioli e cervi rappresenta una sfida per la crescita dei nuovi alberi. Per proteggere i germogli dal morso degli animali, vengono adottate strategie specifiche:
- Impianti densi: In località Pozzini (part. 587), i giovani abeti sono piantati in gruppi molto fitti.
- Barriere naturali: In località Cavalla (part. 593), si utilizzano i rami di scarto dei tagli precedenti per creare recinzioni naturali attorno alla piantagione di abeti
L’impiego del legname
La gestione programmata permette di ottenere tronchi di abete bianco di grandi dimensioni e alta qualità. Questo legno alimenta una filiera specializzata nella produzione di travi monumentali per il restauro di edifici storici. Inoltre, l’uso del legno per strutture permanenti garantisce lo stoccaggio del carbonio per lunghi periodi, contribuendo attivamente alla riduzione della CO2 in atmosfera.