I cambiamenti climatici stanno aumentando la frequenza e l’intensità dei fenomeni atmosferici, che sempre più spesso si manifestano come eventi estremi, con conseguenze rilevanti sulle foreste. Il vento è il principale fattore di disturbo nelle foreste europee e la superficie forestale danneggiata dal vento in Europa è in aumento (Forest Europe, 2020). Per le abetine di Vallombrosa già da diversi secoli è documentato il verificarsi periodico di “perniciosi venti impetuosi”, soprattutto nelle zone esposte a nord e nord est, che atterravano anche centinaia di abeti in una sola volta.
Oggi questi eventi si stanno manifestando con una sempre maggiore frequenza e intensità.


In Toscana, nell’ultimo decennio si sono verificate due tempeste di vento di intensità eccezionale. Nel mese di novembre del 2013 le raffiche di vento hanno raggiunto punte fino 130 km/h nelle aree montane e allo sbocco delle valli (Consorzio LaMMA, 2013). L’evento di maggiore intensità si è però verificato nel mese di marzo del 2015, quando le raffiche di vento hanno raggiunto in alcune località toscane picchi superiori a 180 km/h (Gozzini, 2016).
Nella Riserva Naturale Statale Biogenetica di Vallombrosa sono stati registrati danni da vento nel 2013 e nel 2015
Nel 2013 i danni hanno interessato una superficie complessiva di circa 565 ettari (44% della superficie totale della foresta). I danni si sono verificati soprattutto nelle abetine di abete bianco (86% della superficie danneggiata) ma sono risultati per lo più di intensità bassa o moderata (Bottalico et al., 2015). La tempesta di vento del 2015 ha interessato una superficie stimata in circa 200 ettari, per oltre il 90% abete bianco, ma i danni sono stati molto superiori rispetto al 2013 (Chirici et al., 2016). Le tempeste di vento hanno colpito anche il Silvomuseo, ma in misura minore rispetto alle altre zone della foresta. I danni sono consistiti soprattutto nell’abbattimento di singoli alberi o piccoli gruppi di alberi. Danni più estesi si sono verificati al confine nord del Silvomuseo, nella particella 485 che è stata quasi completamente atterrata dalla tempesta del 2015.

LA PARTICELLA NUMERO 485
Nel 2015, l’abetina presente in questa particella fu abbattuta da una tempesta di vento che colpì anche altre aree della foresta. Da allora la particella
n. 485, che si trova lungo un percorso facilmente accessibile, fu dichiarata parcella sperimentale e rappresenta oggi un luogo chiave per osservare sul campo l’evoluzione della struttura del bosco nel tempo dopo un evento di disturbo naturale.Qui vengono condotti studi per monitorare e analizzare l’effetto della tempesta di vento sulla rinnovazione del bosco (Carrari et al, 2024). L’area mostra oggi un mosaico di situazioni forestali: porzioni in rinnovazione naturale, zone con rado intervento e spazi più strutturati, che permettono di confrontare dinamiche diverse in un unico contesto.
È un luogo utile non solo per la ricerca, ma anche per i visitatori curiosi di vedere come cambia concretamente una foresta nel tempo.