tra natura e cultura

Un Silvomuseo è un museo all’aperto, dove il protagonista non è una collezione di oggetti, ma il bosco stesso. A differenza di un museo tradizionale, qui non trovi vetrine o teche, il percorso espositivo è immerso nella natura e racconta la storia del paesaggio forestale attraverso il mantenimento delle attività umane che hanno contribuito a plasmarlo.

Oggi il paesaggio di Vallombrosa è caratterizzato dalla presenza di boschi di castagno e altre latifoglie nella parte più bassa, poi, salendo verso l’alto, dalle abetine e più in alto infine dalle faggete. Ma questo paesaggio forestale non è sempre stato così: la secolare presenza dei monaci a Vallombrosa lo ha plasmato, modificando la distribuzione e la presenza delle diverse specie arboree nei diversi tratti di bosco. In particolare, i monaci vallombrosani iniziarono la coltivazione dell’abete, estendendo gradualmente la superficie delle abetine, che oggi caratterizzano così fortemente la zona intorno all’Abbazia. Queste abetine, curate per secoli dai monaci vallombrosani, e dove nel 1869 fu fondata la prima scuola forestale italiana, sono il frutto di una lunga tradizione e di un profondo legame con il territorio

L’idea di istituire un Silvomuseo a Vallombrosa nasce alla fine degli anni ’90, da una intuizione di Orazio Ciancio, allora professore di Assestamento forestale all’Università di Firenze, convinto dell’importanza di valorizzare un patrimonio forestale unico in Italia. L’iniziativa si è concretizzata con l’elaborazione del Piano di Gestione e Silvomuseo 2006–2025 della Riserva Naturale Statale Biogenetica di Vallombrosa, realizzato dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali dell’Università di Firenze, oggi Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali, per conto dell’allora Corpo forestale dello Stato (Ciancio, 2009).

Il Silvomuseo deriva dalla consapevolezza della necessità di conservare le abetine dei monaci come testimonianza viva delle tecniche selvicolturali che le hanno prodotte. Esso custodisce un paesaggio culturale e aiuta a comprendere come si sia evoluto nel tempo il rapporto tra società e foresta. È anche un luogo di studio e formazione, dove studenti, ricercatori e visitatori possono osservare le interazioni fra gestione e processi ecologici del bosco. Il Silvomuseo costituisce una proposta inedita e originale, un modo diverso di raccontare il bosco che unisce scienza, cultura, memoria storica e contatto diretto con la natura. Per il visitatore è possibile conoscere il Silvomuseo percorrendo i suoi sentieri, dove sono spiegati dal vivo gli effetti della gestione e i principali caratteri botanici, ecologici e di biodiversità che caratterizzano le abetine.

IL SILVOMUSEO DI VALLOMBROSA
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